L'infelicità si batte in cucina

L'infelicità si batte in cucina

Macarons decorati con piccole nuvole, biscotti farciti di nero cioccolato fondente, strati e strati di torte grigie e sbuffi di meringa color piombo: sono solo alcuni dei prodotti pensati dal Depressed cake shop, la pasticceria anti-depressione.


Il progetto arriva dal Regno Unito con negozi in apertura da agosto a Londra, Glasgow, Derby, Cardiff e nel North Yorkshire. Lo scopo, ha spiegato al Guardian l’ideatrice Emma Thomas, è di curare la depressione attraverso la cucina.
Non è necessario conoscere a memoria tutte le ricette di Cotto e mangiato o, per tornare ai classici, del Cucchiaio D’Argento, per sapere che armeggiare tra forno e teglie possa avere benefici psicologici: sono tanti quelli che si mettono ai fornelli per schiarirsi le idee o addolcire una giornata difficile.
In particolare Thomas è convinta che cucinare dolci possa rappresentare una vera e propria cura per l’anima e così ha deciso di aprire i suoi negozi, pensati per essere un mix tra una seduta dallo psicologo e una lezione di cucina.
Le torte in vendita si prevede siano cucinate sia da esperti sia da chiunque abbia bisogno di fare una chiacchiera terapeutica e rassicurante.
«Sfornare è creativo e ti fa sentire meglio», ha raccontato Thomas, «ho realizzato che preparare una torta possa aiutare le persone ad aprirsi e a parlare dei propri problemi. Il Depressed cake shop serve proprio a questo».
Durante la preparazione dei dolci nella Depressed cake shop è possibile parlare con esperti per ritrovare la serenità.
Non c’è in verità una spiegazione scientifica che dimostri perché spennellare una teglia con il burro, intingere un dito nell’impasto e assaggiarne la dolcezza, sfornare caldi e fragranti biscotti che riempiono in un istante tutta la casa di delizioso profumo, possa rallegrare l’umore. Ma per tante persone è così.
Lo ha recentemente spiegato John Whaite, per esempio, vincitore del Great British Bake Off 2012 e autore del libro Recipes for every day and mood (Ricette per ogni giorno e umore).
Whaite, che ha affrontato in passato la depressione, ha dedicato un capitolo proprio a quelle ricette che hanno lo scopo di scacciare la tristezza: per lui cucinare si è rivelata una salvezza.
«Preparare un dolce», ha scritto Whaite, «può essere visto come impastare le forze distruttive della depressione per creare qualcosa di costruttivo; un risultato ottenuto con le sole proprie forze, di cui essere fieri. Qualcosa che si può persino mostrare orgogliosi agli amici e mangiare in compagnia».
Ne è convinta anche Thomas, nota anche come «Miss Cakehead» (signora testa di torta pensante) che è pronta a insegnare l’arte del far sparire lacrime e dissapori con una crostata. E di mangiarsi tutti i problemi, simbolizzando inevitabilmente la sublimazione della depressione.
All’interno dei Depressed cake shop infatti è previsto ci sia spazio per raccontarsi, affrontare i problemi, il tutto mentre si preparano dolci.
Thomas ha anche molti progetti per il futuro: con i primi soldi guadagnati dall’attività ha intenzione di organizzare sessioni itineranti di terapia ai fornelli attraverso tutto il Regno Unito. Parte delle entrate è destinata inoltre alle associazioni che curano la salute mentale degli inglesi.
Una delle tecniche terapeutiche del Depressed cake shop è proprio quella di preparare dolci dai colori cupi per rappresentare che per quanto buio possa essere lo stato d’animo: alla fine basta un assaggio per capire che c’è ancora un po’ di dolce nella vita di tutti. E che una fetta di torta dalla farcitura plumbea possa essere altrettanto buona di un cupcake rosa confetto e pieno di eleganti decorazioni.

17 July, 2013