Cittá di transizione in movimento

Totnes
Totnes (Gran Bretagna), cittá di transizione

Si parte dal fatto, che quarant’anni di movimenti ecologici non bastava per salvaguardare il pianeta. Allora bisogna ripartire da zero e inventare un nuovo modo di vita. Si parte anche dal fatto, che il modello economico del mondo sta crollando e l’umanità ha bisogno di una risposta concreta.

La risposta potranno essere città e paesi indipendenti dal petrolio e dai suo derivati, che vivono attenti  all’ambiente, cercano di recuperare il senso critico e la collaborazione tra abitanti vicini. Durante il periodo di transizione, previsto per 15-20 anni, possono attivarsi   i gruppi di acquisto solidale, arriva il momento dei pannelli solari, degli orti condivisi, delle banche del tempo, o anche solo semplici gesti di scambio tra dirimpettai.

Il concetto di Transizione è nato dal lavoro di Rob Hopkins,  (esperto di pratiche agricole sostenibili) e degli studenti del Kinsale Further Education College, culminato nel saggio Energy Descent Action Plan.   E se l’approccio a energia, salute, istruzione, economia e agricoltura, è multidisciplinare ed espresso sotto forma di road map, Louise Rooney, una delle  studenti di Hopkins, decide di metterlo in pratica e lo propone nel 2005 al consiglio cittadino di Kinsale Town, in Irlanda. Alla base del movimento ci sta anche il concetto di resilienza, ossia la capacità di un ecosistema di autoripararsi dopo un danno utilizzando strumenti già esistenti. Il tutto facendo sì che i suoi componenti riprendano fiducia l’uno nell’altro, a partire dalla strada e dal quartiere in cui vivono. Nessuno è escluso, nessuno comanda. Sembrava impossibile ma il piano di Rooney convinse tutti, venne adottato e oggi la città lavora alla propria indipendenza energetica.

Ma la storia non si ferma qui. Nel 2006 anche a Totnes (Gran Bretagna) è iniziata la transizione. Totnes, era città mercantile medievale, poi luogo d’incontro de la bohème, recentemente si è trasformato in nido di New Age. La città ha creato la sua propria moneta, il „Totnes pound” , accettato nel commercio locale. Lo stesso Hopkins  è diventato residente a Totnes.


Fino a oggi, con oltre 50 communitá di transizione sono riconosciuti nel Regno Unito, in Irlanda, Germania, Austria, Svizzera, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e negli ultimi tre anni ci sono alcune esperienze anche in Italia. Per esempio a San Lazzaro, in provincia di Bologna, si è partiti dagli orti sinergici.  All’Aquila, invece, l’inizio del processo è coinciso con il terremoto: il momento di incontro negli orti è diventato occasione per rielaborare una tragedia e tentare di ricucire gli strappi di una comunità lacerata.


I primi risultati sono più sociali che ecologici: persone distanti tra loro da anni, seppur vicine nello spazio, ricominciano a parlarsi. E anche se si decide di investire soldi per i pannelli solari, o per i semi dell’orto senza guadagnarci nell’immediato, c’è la soddisfazione di aver toccato con mano un nuovo modo di vivere.
Anche i governi entrano nel processo di transizione. Transition Scotland é interamente finanziato dalle istutizioni scozzesi, che hanno messo a dispozione 8 milioni di sterline. (13 milioni di euro).

13 September, 2011