Vogliamo i nostri alieni!

Orson Welles

In principio c’era l’invasione dell’America dai marziani a cura di Orson Welles. Poi, nove anni dopo „War Of  Worlds”, nel 1947 nacque il mistero di Roswell. Dopo decenni il cinema ha avuta la sua parola, con „Incontri ravvicinati di terzo tipo” (Steven Spielberg, 1977),  con „Alien” (Ridley Scott, 1979), e E.T. (ancora da Spielberg, 1982).  E la scienza si lascia condurre (o ingannare) dalla fantascenza. Non si ferma di cercare i segnali degli extraterrestri.

Dall’aprile non funzionava più l’Allen Telescope Array, il piú grande punto di osservazione del pianeta dedicato alla ricerca di segnali extraterrestri. La crisi economica, la mancanza dei fondi hanno causato la chiusura del radiotelescopio di California. Ma adesso, grazie all’Universitá di Berkeley e il suo programma SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) si puó sperare la ripartenza della ricerca da donazioni.


L'iniziativa era nata nel 2001 dal cofondatore di Microsoft Paul Allen che aveva garantito 13,5  milioni di dollari per finanziare il progetto che ricevette il suo nome. Concetto dal fondatore di SETI Frank Drake, Allen Telescope Array é una complessa rete di 350 antenne, in servizio 24 ore su 24 a scrutare il cosmo alla ricerca di segnali audio provenienti dall'universo. Peró il radiotelescopio, che funzionava dal 2007,  non ha ripescato nessun segnale e i fondi per tenere in vita la struttura, sono esauriti.

Ma un grande progetto cosí non deve morire. Due mesi fa Berkeley ha comminciato una raccolta di fondi, a dalle donazioni private sono venuti giá 200 mila dollari sufficienti per far ripartire il progetto e tenerlo attivo almeno fino a fine anno. Tra i donatori si trova lo scrittore di fantascienza Larry Niven, l’attrice Jodie Foster e l’astronauta Bill Anders. Anders era membro dell’equipaggio del Apollo 8, il primo astronave che ha fatto il giro della Luna il 24 dicembre 1968, ed era lui che ha fatto la famosa foto „Levata della Terra” (Earthrise), diventata icona dei „verdi”.

Forse ci vorrebbero altri metodi. Lo stesso Drake propone di realizzare un radiotelescopio sulla parte „scura” della Luna, un punto „pulito” del Sistema solare, libero delle radiazioni elettromagnetiche terrestre, che non fanno che aumentarsi.


Naturalmente ci sono sempre molti scettici. Gli esperti dell’esobiologia affermano che „siamo solo nell’Universo”, nel senso che per gli eventi che ci ha portato da una forma probiotica fino all’homo sapiens sono stati necessari le circostanze della Terra. Per loro neanche la scoperta di centinaia di esopianeti significa che ci siano manifestazioni di intelligenza paragonabili a quella dell’uomo. Non escludono però, che esistano batteri extraterrestri anche nel nostro Sistema solare e si continua a discutere se su alcuni meteoriti caduti in passato sulla Terra ci siano tracce di microrganismi provenienti dallo spazio. Si studia sempre piú anche le comete come „messaggeri della vita”. In molte sono state trovate molecole organiche, rafforzando l’ipotesi della panspermia, che la vita sia arrivata sulla Terra dall’esterno.

Ad ogni caso se un giorno arrivasse un segno dall’Universo, quello sará il più del grande „breaking news” della storia.

13 September, 2011