Peer tutoring: imparare dal coetaneo

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Per migliorare il rendimento a scuola, la migliore soluzione non sono i ripetitori, i professori e maestri privati, ma un alunno coetaneo o di qualche anno di piú. Secondo uno studio inglese questo metodo, chiamato peer tutoring, ha benefici notevoli sia per l’apprendimento, sia par la capacitá di relazione.


Uno studio inglese ha analizzato i risultati di un progetto sul larga scala, il più ampio finora condotto, in 129 scuole primarie in Scozia nell'arco di due anni. Da cui emerge che bambini piccoli, già dai sei-otto anni, possono beneficiare notevolmente dall'aiuto di un compagno più preparato, coetaneo o un po' più grande, che studi con loro: bastano 20 minuti a settimana a fare la differenza.

E i risultati sono anche superiori a quelli ottenuti con metodi ben più dispendiosi. Particolarmente appetibili, poi, perché lo schema è facilmente realizzabile, tanto da spingere gli autori dello studio a suggerire di applicarlo su scala nazionale come valida forma di sostegno al lavoro di insegnanti e assistenti scolastici.

Il peer tutoring, spiegano Peter Tymms, della School of Education della Durham University,  e colleghi, è una forma specifica di apprendimento fra pari. Con una struttura precisa, a due, in cui uno studente più preparato fa da tutor all'altro, che può essere suo  coetaneo o un po' più piccolo. Come altre forme di apprendimento cooperativo favorisce, rispetto a quello competitivo o individualista, l'interazione fra bambini, l'autostima e l'empatia. 

Secondo il professor Tymms, che ha lavorato in partnership con l'università di Dundee e il Fife Council, pubblicando i risultati del progetto sulla rivista School Effectiveness and School Improvement. il tutoring richiede organizzazione e un po' di training ma è uno schema poco costoso da implementare per cui non serve nessuna apparecchiatura speciale".  .


Per l'apprendimento il contesto sociale è fondamentale, insegnava Vygotskij: se da solo il bambino arriva ad una certa capacità di evolvere, aiutato da una persona più competente può migliorare e raggiungere il suo livello ottimale. Quando il tutor è un suo pari ci sono diversi vantaggi. C'è una maggiore vicinanza di modalità cognitiva, fra bambini della stessa età si usa una strategia simile per apprendere. Manca poi "l'autorità" del professore, che, secondo gli autori dello studio, può aiutare il piccolo ad essere più aperto nel rivelare al compagno le sue lacune. Ed entra in gioco l'aspetto della fiducia, ci si affida all'altro. Si riduce la conflittualità, si migliora la comunicazione. Si innesca così un meccanismo di aiuto reciproco che si trasforma in una dinamica sociale virtuosa. 

Nel trial inglese, i risultati più significativi si sono avuti sia nel campo della lettura che della matematica. In generale l'impressione degli insegnanti è stata positiva, con il 92 per cento che ha giudicato il progetto di successo ed ha constatato la responsabilizzazione dei ragazzi.

24 September, 2011