Addio alle cattedre?

Addio alle cattedre?

Mai visti tanti studenti in una sola classe: quelli che hanno aperto l'attesissimo corso di Introduzione all'Intelligenza Artificiale dell'università di Stanford, sono più di 140 mila e vengono da tutte le parti del mondo. Anzi, non vengono affatto.


Ciascuno di loro, fino al 12 dicembre quando si terrà l'esame finale, per seguire le lezioni se ne starà a casa propria, o magari in un parco con un laptop sulle ginocchia  e si collegherà in rete quando gli sarà più comodo rivedere il professore su YouTube.

Una autentica rivoluzione didattica è in corso davvero, ed è più forte dell'ignoranza di certi ministri o dalla miopia di tanti politici che considerano l'istruzione un costo da tagliare e basta. Dopo aver stravolto i pilastri dell'industria culturale - dalla musica al cinema, dai libri ai giornali - , Internet sta ora attaccando il luogo dove batte il cuore del sapere da più di duemila anni: la scuola.


La scintilla della rivoluzione si è accesa per caso. Se nel 2004 la piccola Nadia non avesse avuto problemi in matematica, il cugino Salman Khan non avrebbe iniziato a farle ripetizioni: solo che, visto che si trovavano in due città diverse degli Stati Uniti, Salman le sue lezioni le faceva via Yahoo! Messenger, un servizio di chat, mostrando le formule delle operazioni su un taccuino virtuale, Microsoft Paint.

Dopo un po' Nadia gli disse che preferiva un video, "perché posso rivedermelo se non ho capito qualcosa". E così il 16 novembre 2006 il cugino aprì un profilo su YouTube dove caricare le spiegazioni. Ora Salman non era un cugino qualsiasi: nato a New Orleans ma originario del Bangladesh, ha nel curriculum tre lauree al MIT di Boston e un master ad Harvard.  E così le sue clip per Nadia in rete sono diventate un cult: grazie a banali moduli scritti in Java, uno dei più noti linguaggi di programmazione, alla fine di ogni video di Khan ci sono delle batterie di domande, e solo se rispondi esattamente a tutte, sali ad un livello superiore e hai altre domande. Funziona come un videogame, praticamente, ma intanto Nadia imparava. E non solo lei.

In rete questi video furono subito un successo, al punto che Salman Khan dopo tre anni ribattezzò il suo canale "Khan Academy". Ma la vera svolta doveva ancora arrivare: la scorsa estate dal palco del Festival delle Idee di Aspen, il fondatore di Microsoft Bill Gates in persona lodò il sito rivelando che i suoi figli lo usavano abitualmente. Per farla breve, Salman si è trovato con un milione e mezzo di dollari dalla Bill & Melinda Gates Foundation, seguiti da altri due milioni da Google.

Oggi la Khan Academy è un colosso dell'istruzione primaria con 2600 video lezioni di storia, matematica, finanza e fisica; sulla homepage del sito ha un contatore che aggiorna quante lezioni ha già impartito (siamo vicini alla stratosferica cifra di 80 milioni): è tutto gratis.

Ma la storia non finisce qui:  in una conferenze dedicata all’istruzione organizzata da Bill Gates a Long Beach prese parte  Sebastian Thrun, professore di informatica a Stanford dove guida il Laboratorio per l'Intelligenza Artificiale. Al suo fianco c'è Peter Norvig, per molto tempo responsabile dei robot della Nasa e poi capo del settore ricerca di Google.

Ecco, Google ha un ruolo centrale perché saranno alcuni strumenti realizzati in collaborazione con il colosso informatico di Mountain View a rendere possibile la gestione di 140 mila studenti contemporaneamente: le loro domande e i compiti che ogni settimana avranno da fare per ottenere fra due mesi, se passeranno l'esame finale, un certificato di frequenza con un punteggio di valutazione. Non varrà come una laurea, quel pezzo di carta, ma le lezioni saranno le stesse di chi paga 50 mila dollari l'anno. C'è naturalmente un piccolo "problemino" che Thrun e Norvig non hanno ancora risolto: ovvero come impedire a qualcuno di fare i compiti al posto di un altro.

/http://khanacademy.org

21 October, 2011