I banchieri come mecenati

I banchieri come mecenati

 


Un’esposiozione insolita al palazzo Strozzi di Firenze mostra come i mercanti sono diventati banchieri, usurai e anche le rapporto conflittuale tra la loro ricchezza, il morale cristiano e l’astinenza borghese.

Accanto le pitture degli artisti italiani e fiamminghi del Rinascimento si vede i primi banchi di cambio, le bilance che misurano l’oro, lucchetti, armadi per la moneta, borse di cuoio. I visitatori possono ammirare il fiorino di 1252 fatto di 300 grammi d’oro puro. Questo era la prima moneta coniata per grandi transazioni commerciali. Prima hanno usato la moneta d’argento a questo scopo, però valeva meno e la transazione era più complicata.

A fiorentini hanno cominciato il commercio all’estero al 14. secolo con lana, cuoio, più tardi con prestito d’oro e cambio di devisa. Non è per caso che il vocabolario finanziario ha base filologica italaia, dal „banco” che viene dalle tavole pieghevoli sulle quali i commercianti hanno messo i loro merci o la moneta a prestito. La „banca rotta” ricorda i casi quando il cliente indignato ha rotto il banco del merciante o dell’usuraio.

I cambisti e i prestatori hanno acquisto grandi profitti e non erano mica popolari. E si ponevano la domanda: come riconciliare la ricchezza con la salvezza dell’anima? Investire nella bellezza, l’estetica, le cose d’utilità pubblica. L’arte si proponeva in primo piano per questa „salvezza”. Il fiorino, col giglio da un lato, e San Giovanni Battista dall’altro era come un amuleto contro l’avarizia – dicono gli organizzatori dell’esposizione.

Quando Cosimo de Medici ha chiesto al papa Eugenio IV. come salvare le sua anima senza rinunziare ai suoi bene, il Santo Padre gli ha risposto di donare 10 mila fiorini al convento San Marco. Il convento, gioiello dell’architectura del Rinanscimento, fu restaurato da questo denaro tra 1436 e 1446.

Le grandi famiglie banchiere non solo compravano pitture per le loro case, ma hanno fatto costruire conventi, chiese, hanno finanziato sculture, affreschi, per pulire la loro immagine secondo l’esposizione di Firenze.

25 October, 2011