Green Gold Bank IX. - La cornice vuota

Green Gold Bank IX. - La cornice vuota

Leo arrivó puntualissimo all’incontro. Mr. Rosenkreutz l’attendeva giá alla cassa del museo. – Ero sicuro che é Lei. – Perché? Non ho dato nessun segno distintivo al telefono – rispose Leo stupito – Corrisponde esattamente a quello che immaginavo: un giovanotto di classe media, sempre in fretta.


- Perché pensa che sono sempre in fretta? – Lo vedo sul vostro viso, nelle vostre  pupille. Come se volesse acchiappare l’universo. Lei non é che all’inizio di un affare, ma la sua mente é giá avanti ad anni-luce.
- Fa il fisionomista come secondo impegno?
- No, sono soltanto vecchio e ne ho incontrato giá tanti. E si é tradito per aver dimenticato dare dei segni distintivi. Oggi uomini di questa categoria ce ne sono tanti. Poco finiscono la loro strada. Ma il suo caso non é da disperare – sorrise il ramaio.
- É scritto sulla mia faccia?
- Ci arriverá. Deve arrivare.
- Allora lei é anche un vate.
- Il vostro compito é di arrivare fino alla fine. Ma ci vuole molto pazienza e tenacitá. Cominciamo subito il gioco della pazienza qui.

Leo non aveva mai visto tante banconote straordinarie, multicolori che gli apparivano nel braccio nord brillantemente chiarito de museo della storia della stampa. Il veccio maestro si divertiva non soltanto l’occasione de mostrare la sua sapienza a un debutante, ma si sentiva visibilmente  al suo agio tra le banconote dei secoli passati. E Leo stimava la ricchezza intellettuale piú di ogni fortuna.
- In Cina si usava giá le denaro di carta al 7. secolo, ai tempi dell dinastia Tang, in Europa si dovette aspettare mille anni che la banconota sia accettata come mezzo di pagamento in un paese. Il primo istituto avendo il diritto di stampare banconote, il Stockholm Banco, é stato fondato nel 1675 da Johan Palmstruch, commerciante olandese nato a Riga. Il re di Svezia, Carlo Gustavo X gli ha assegnato il diritto di fondare l’istituto con la condizione de versare la metá del profitto della banca alla Corona – cominció la storia Rosenkreutz.
- Era furbo, sua Maestá! Qualunque ha un idea, il Tesoro ne approfitta – notó Leo.
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- L’innovazione di Palmstruch era di finanziare  dei prestiti delle economie depositate alla sua banca. Ma come le deposizioni era di corta, i prestiti di lunga scadenza, risolvó il problema stampando delle „carte di credito” (en svedese kreditivsedlar) che potevano essere ad ogni momento cambiati contro monete di metallo, al valore di 10, 25, 50 e 100 riskdaler. Il suo successo era dovuto anche al fatto che le monete in rame in circolazione nel paese da 1604 erano le monete piú pesanti d’Europa, alcuni pesavano anche 20 chili.
- Allora difficilmente si poteva metterlo in tasca. Ecco dove mena la comoditá umana – disse Leo per sé.
- Era la perdita di Palmstruch: stampava sempre piú di monete di carta senza fondo che coduceva nel 1668 al fallimento di Stockholms Banco – continuo il ramaio impassibilmente – Accusato di malversazione, fu chiamato in giustizia, e condannato all’ergastolo. Palmstruck morí nel 1671.  La sua banca fu integrata nel Riksens Ständer Bank, l’antenato della futura banca nazionale centrale svedese, che era diretta dal parlamento, ma a causa del fallimento di Stockholms Banco non hanno emesso nuuve banconote nel paese fino a 1755.
- Ma allora niente cambió nel mondo!  Lo stato prendeva il suo, i debiti non facevano che aumentare per i credeti non rimborsati e alla fine quello che ha avuto l’idea inizale, era sconfitto. E la gente poteva correre dopo i suoi soldi – esclamó Leo.
- Giovanotto, non aveva ancora capito che la storia si ripete sempre, soltanto i nomi cambiano? – sorrise maliziosamente Rosenkreutz – perche sarebbe altrimenti nel mondo del denaro?

Finita la storia educativa svedese, il maestro ne aveva altri in tasca. La risoluzione del problema importante per Leo sembrava essere molto lontano, quando Rosenkreutz cominció la storia delle banconote dell’Imperio Asburgo.
Quando Rosenkreutz cominció questa storia, Leo si ricordó che il suo bisnonno emigró di questo imperio all’inizio del 20. secolo. Non escludeva che poteva avere qualche rapporto con gli affari di lá.
La storia cominció da molto lontano e si delineava molto lentamente.
Per Leo era prima il senso della parola di Rosenkreutz che cessó, poi sentí anche la voce allontanarsi, anche se era accanto á lui da un metro di distanza. Di un occhio osservó il maestro, ma dall’altro guardava i muri, assorbó i disegni di certi biglietti, cercava e trovava dentro di loro forme bizzarre che hanno illuminato la sua immaginazione. Era il metodo della sua infanzia quando non era bravo ed era costretto di ascoltare le litanie dei genitori. Trovava il suo gioco-rifugio nelle macchie del soffitto, o nei disegni dei tappeti. Era difficile per lui a rivenire á Rosenkreutz che era giá alla storia dell’ Österreichische National Zettelbank fondato nel 1816 e partí verso uno degli angoli della sala.
Il ramaio si fermó all’improviso con lo sguardo collato sul muro. Ritornó il suo sguardo verso Leo, poi guardó ancora il muro. Tacque.
Sul muro una cornice vuota sbadligliava.
Non mancava solo la banconota esposta, ma anche il suo nome e la breve documentazione accanto sono spariti. Il colore delle parti del muro diventato vuoto ne si distinse.
Come se non c’era mai niente li…
Leo attendeva qualche spiegazione di Rosenkreutz, o almeno qualche rinsegnamenti sull’oggetto mancante. Ma il ramaio restó muto.
Finalmente Leo decidó di chiederlo, ma Rosenkreutz lo precedeva.
- Continuiamo da li. Mi chiami e fisseremo il prossimo incontro.
Il ramaio partí infuriato. Leo lo guardó petrificato.


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24 August, 2013